domenica 31 gennaio 2010

Dirigenza scolastica e comunicazione

DIRIGENZA SCOLASTICA e COMUNICAZIONE

DIRIGENZA SCOLASTICA: COMUNICAZIONE RESPONSABILITA’ E AUTONOMIA. Sfide per le istituzioni scolastiche italiane. ed. Guerra., Perugia 2009,p.236

Sovente le analisi e le ricerche pedagogiche,sostiene Gazerro sin dall’ inizio di questo suo lavoro , guardano “dentro” la scuola , dentro aspetti e momenti che poi trascurano il vero funzionamento dell’istituzione scolastica in un determinato territorio. Questa volta invece l’ Autore va oltre l’accoglienza,le metodologie,la programmazione,le sperimentazioni e i “ proiettifici “di moda ; guarda “ attorno alla scuola “, alla “ scuola di fuori “per conoscerla come sistema e vedere dove sono intervenuti cambiamenti ed innovazioni,dove sono presenti procedure e regolamenti poco noti e poco applicati verso l’ esterno , dove sono possibili accordi,convenzioni e protocolli d’ intesa interistituzionali (regione Enti locali,università,…) che portano nell’istituzione scolastica una voglia di governance orizzontale auspicata da molte istanze socio-culturali messe in evidenza da stakeholder e da altri partner. Gazerro guarda quindi intorno alla scuola, o meglio “ fuori della scuola” proprio per conoscere quali sono oggi le nuove procedure utili a tutti gli operatori scolastici, in primis il Dirigente, più orientati ad applicare “ imperativi “ della ragion pratica ( che cosa, come, quando,con chi ) che a seguire solo le circolari ministeriali per svolgere le attività funzionali.
Dirigenza e scuole multingui e multietniche
Prendendo spunto dalle reali condizioni in cui si trovano oggi in Italia le classi multilingui e multietniche con forte presenza di alunni non italofoni,l’Autore (giornalista e dirigente scolastico) affronta le maggiori problematiche relative al funzionamento delle attuali istituzioni scolastiche e agli interventi operati dai Dirigenti scolastici in regime di autonomia.: informazione e comunicazione organizzativa,valutazione e integrazione, dispersione scolastica e successo formativo, riforma del Titolo V della Costituzione,tematiche che possono, se ben approfondite e comprese, realizzare anche in Italia,come è avvenuto per altri Paesi europei(cfr, quelli dell’OCSE/PISA), un sistema scolastico aperto, inclusivo, flessibile, efficiente e democratico,anche in presenza di tanti alunni di famiglie emigrate.
L’ autonomia degli istituti ,introdotta dal 2000 e riconosciuta recentemente dalla Carta Costituzionale,ha modificato il ruolo del Dirigente scolastico che,come manager e leader, lavora insieme al gruppo di collaboratori per promuovere dentro e fuori la scuola innovazione e sviluppo,comunicazione e accountability dell’istituzione nel territorio. Come,con quali mezzi,con quali procedure e,soprattutto,con quale tipo di dirigenti scolastici ? Le risposte sono diverse e diverse sono le proposte presentate dall’ A.: si basano sulla sua pluriennale esperienza professionale in alcuni Paesi europei ( A.,B.,D.,CH ) , sulle direttive e ricerche di organismi europee( UE,Consiglio d’Europa,UNESCO, Strategia di Lisbona), ed internazionali, (OECD,PISA ), sulla convinzione che la scuola è un’istituzione pubblica che,al pari di altre,deve saper garantire a tutti i cittadini un servizio scolastico efficiente di grande rilevanza sociale e democratica.. Deve essere un servizio scolastico di qualità che,rispondendo alle diverse sfide ( centralità dell’utenza, governance, pianificazione strategica,rendicontazione sociale),promuove nei giovani una cultura del dialogo e un ’azione educativa in prospettiva interculturale, nel rispetto delle diversità interpretate come valori e opportunità di crescita democratica. E’ un cammino appena iniziato nella scuola italiana,riscontra in varie occasioni Gazerro, un cammino che ,proseguito, potrà renderla inclusiva e solidale, pluralista e democratica e potrà portarla al livello delle scuole degli altri Paesi dell’U.E. con cui è sempre confrontata e naturalmente valutata.( cfr. i resoconti e tabelle dell'Indagine OCSE/PISA- 2003 e 2005 ).In questo quadro assume decisiva importanza il piano della comunicazione organizzato dal Dirigente scolastico e dai suoi collaboratori,come viene presentato nella parte Terza del libro (da pag.61 a 98 ).In questo contesto la comunicazione é un elemento fondamentale nella costruzioni delle relazioni interpersonali e nello sviluppo del processo di socializzazione.Nella comunità scolastica la comunicazione si definisce come un processo di condivisione delle informazioni che ciunvolgono diverse figure del mondo scolastico. Si tratta di comunicazione interna che produce un flusso di informazioni che variano a seconda delle circostanze e dei soggetti interessati. Emergono due problemi di fondo che il Dirigente scolastico deve saper seguire e gestire con autorevolezza: la complessità del contesto on tutte le sue rsperienze e determinazioni, il controllo ( o meglio la governance ) della complessità nella scuola. E' quindi necessario oggi di parlare anche nell'istituzione scolastica di comunicazione organizzativa,e delle relative teorie,modelli e metodi.( p.65- 84).
Supporti tecnici per il Dirigente
Dirigenti scolastici,docenti e studiosi trovano in questo volume ampie informazioni,documentazione sui progetti e sui problemi della vita dell’istituto, dato che ogni capitolo è corredato da due importanti supporti tecnici: il primo è costituito da “ Esperienze e proposte” presentate da oltre mille scuole nei loro POF attraverso siti web delle stesse, il secondo supporto è fornito nella parte finale di ogni capitolo con “ Normativa di riferimento “ che riporta,sempre utilizzando siti internet selezionati,leggi,circolari ministeriali, direttive delle autorità nazionali e europee, protocolli d’ intesa e convenzioni con riferimenti giuridici fondamentali per l’attività del Dirigente e della stessa istituzione scolastica autonoma collocata in rete con gli altri Enti territoriali coinvolti nel servizio scolastico pubblico. Siamo d’accordo con Gazerro quando nel quarto capitolo sostiene la necessità di rilanciare in Italia la cultura dell’ autonomia per una scuola nuova , efficace ed efficiente non solo nei progetti da seguire e nei documenti da compilare, ma nei processi e nelle strategie progettuali da promuovere ed inserire nel territorio dove , alla presenza degli spazi di intervento riconosciuti alla Regione, alla Provincia ed ai Comuni, sempre più si configura la performance dell’istituzione scolastica e degli stessi Dirigenti, come riconoscono in varie occasioni quelli del Collegio dei Dirigenti della provincia di Arezzo (Martelli, Sarracino, Tavanti , Giannini - www.dirigentiscolastici.arezzo.it ) e di altri Collegi provinciali. Siamo ancora d’accordo con l’ A. quando, riferendosi a sistemi scolastici europei da lui conosciuti nella sua attività professionale esperita all’estero( in Austria,Belgio,Germania,Svizzera), afferma che occorre evitare anche in Italia i non più sopportabili aspetti di autoreferenzialità,di “ proiettificio “, di enfasi dell’ aggiuntivo preferito al curricolare.Il rischio è quello di non riuscire a passare dal “governement “ all’ auspicata “ governance “che deve anche caratterizzare l’istituzione scolastica italiana,dal Nord al Sud.
Molto interessanti ed innovative sono le tematiche sviluppate nella parte quinta e sesta del libro dedicate rispettivamente alle nuove strategie e politiche dell’istruzione ( TIC, Lisbona,politiche regionali, E-learning, Learning Object ) e ad aspetti operativi dell’attuale dirigenza scolastica( accountability, management, rendicontazione nel POF, bilancio sociale, fundraising) che, nel porre in evidenza il nuovo profilo del dirigente nella scuola dell’autonomia, fanno comprendere che cosa significhi oggi dirigere un’istituzione scolastica socialmente responsabile,come avviene da decenni in altri Paesi europei. Sono sfide complesse che Gazerro in queste pagine affronta decisamente quando si domanda quali sono le azioni che il dirigente può intraprendere per assicurare adeguate risorse all’ istituto o quando quali siano le iniziative da assumere per poter accedere a fondi speciali, a finanziamenti italiani ed europei. E quali sono gli organismi , e quali le procedure , che possono dare sostegno a progetti educativi e formativi ? Alle risposte e alle relative procedure ( per es. sui fondi europei,i POR e i PON,la Regione,…) l’Autore dedica molto spazio con proposte sostenibili ,con molta documentazione e normativa di riferimento(abbondante e specifica sitografia) . Si tratta di un insieme di strumenti indispensabili oggi all’azione del Dirigente scolastico (in possesso anche di competenze informatiche),a cui è affidata la responsabilità di pianificare,organizzare ed attuare l’offerta formativa, in conformità con le esigenze espresse dal territorio ed in aderenza al fatto che la scuola è un’organizzazione che persegue dei fini educativi e sociali per i quali mette in atto strategie, competenze e risorse. Queste ultime,rimarca giustamente Gazerro,devono essere sicure per un intero anno scolastico e non,come è avvenuto recentemente in Italia ,tagliabili in itinere, dato che non si possono mettere in forse progetti ed iniziative previste dalla Legge 440/97 sull’autonomia scolastica.
Il lavoro di Gazerro dà un qualificato e concreto contributo per rilanciare il rinnovamento del sistema scolastico italiano,proprio perché,come riconosce nel suo autorevole intervento nel la prima parte ( “Intercultura,interlingua,emigrazione”) il prof. Massino Vedovelli, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, “occorre dare informazioni sulle istituzioni scolastiche e presentare le loro più significative esperienze,riuscendo a far riferimento alle competenze ed all’ impegno personali ,così come ad una gestione dell’istituzione scolastica che veda la dirigenza diventare lo snodo fra la scuola e le opportunità del territorio ".

lunedì 11 febbraio 2008

Progetti Intercultura 2008

Come abbiamo in precedenza indicato per l'Anno Europeo del Dialogo INterculturale(A.E.D.I. )( http://www.dialogointerculturale2008eu.blogspot.com/ ;


http://www.perildialogointerculturale2008.blogspot.com/ ;) Commissione europea sostiene ,tra i tanti, s e t t e progetti che ,nei diversi settori,possono valorizzare l'interazione interculturale e contribuire a rafforzare, mediante il dialogo,la comprensione,la tolleranza e solidarietà tra i cittadini europei.
Nei p r o g e t t i U E i Paesi membri interessati sono

Praga, Berlino, Bratislava, Bruxelles, Bucarest, Praga, Varsavia, Vienna Austria, Belgium, Czech Republic, Germany, Poland, Romania, Slovakia, United Kingdom
Riportiamo dalla documentazione UE una sintesi del P r i m o progetto:

Cultures from around the block (Culture del quartiere): creazione di una rete europea per le attività comunitarie interculturali
Durata del progetto : 01.01.2008 - 31.12.2008

Come affermano gli organi dell'UE,le attività del progetto sono incentrate sulla comunità locale perchè è qui che i processi di esclusione sociale e di alienazione culturale mettono in pericolo la coesione sociale. Utilizzando gli esempi di otto quartieri interculturali direttamente coinvolti nel progetto, "Culture from around the block" darà sostegno allo scambio di informazioni sui quartieri interculturali e sull’esperienza delle organizzazioni di base.
Tutti i partner di progetto avvieranno progetti sulle arti multimediali con studenti compresi tra i 14 e i 18 anni per cercare di promuovere la comunicazione interculturale ed ogni progetto locale verrà realizzato insieme a due scuole.
La strategia del progetto include c i n q u e attività interconnesse ,così definite :
1 - Creazione del sito web "Local integration.CZ." Utilizzando gli strumenti multimediali provenienti dai workshop locali e fornendo ulteriori informazioni generali, il sito offre agli utenti una chiara immagine della diversità culturale europea consentendo loro di passeggiare virtualmente tra diversi quartieri europei.
2 - Produzione del documentario "My street. Your street" con il coinvolgimento diretto degli studenti dei progetti multimediali locali.
3 - Presentazione dei risultati del progetto nel festival "Dialogue of Cultures"
4 -Presentazione pubblica dei risultati del progetto a Bruxelles
5 -L’incoraggiamento attivo del partenariato internazionale tra tutti gli attori coinvolti.
Le attività del progetto sono le seguenti:
- Progetti multimediali locali a Berlino, Bratislava, Bruxelles, Bucarest, Praga, Varsavia e Vienna - Creazione di un sito web sull’integrazione locale
- Film del progetto. Film di gruppo sui quartieri coinvolti nel progetto.
- Partecipazione attiva degli studenti provenienti dai progetti multimediali
- Festival di una settimana a Praga con esibizioni artistiche provenienti da tutti i quartieri coinvolti nel progetto
- Prima proiezione pubblica dei film del progetto.
I risultati saranno i seguenti,secondo i componenti della Commissione di selezione :
a -Gli studenti acquisiranno nuove capacità e la fiducia in se stessi che migliorerà le loro future prospettive occupazionali.
b .-La gente del luogo verrà a conoscenza dei diversi gruppi culturali che vivono nel loro quartiere.
c - Il sito web diventerà gradualmente il principale portale di informazione per i problemi di integrazione e di dialogo interculturale nella Repubblica Ceca e Slovacca.
d -Il film aumenterà la consapevolezza pubblica sul progetto e consentirà ai giovani di esprimere le proprie opinioni.
Il Sito(i) web per ulteriori informazioni sul progetto è :www.mkc.cz

Coordinatore del progetto
Multicultural Centre PragueIan CookE-mail: projects@mkc.czTel.: +420 296 325 349www.mkc.cz

Partner del progetto :
1 - Research House UKTatiana PanteliFax: +44 8704211542 E-mail: tatiana@researchhouseuk.comwww.researchhouseuk.com
2 - Rejs e.V. import-Export: Kultur Stephanie EndterFax: +49 179 931 66073E-mail: mail@stephoto.de www.plotki.net
-3 - Nadacia Milan SimeckuPeter Dráľ Fax: +421 2 544 335 52E-mail: peto@nadaciams.skwww.nadaciamilanasimecku.skSlovakia
4 -Fundacja Nowa AmerykaElwira NiewieraTel.: +48 501 394 777E-mail: info@nowa-ameryka.orgwww.nowa-ameryka.orgPoland
5 -Komunitas AssociationSimina GugaTel.: +40 721745442E-mail: simina@komunitas.rowww.komunitas.roRomania
6 -Centre Bruxellois d´Action Interculturelle ASBL - CBAINathalie CaprioliTel.: +32 2 2897052E-mail: nathalie.caprioli@cbai.bewww.cbai.beBelgium